HomeCampodimeleCampodimele: il 27 maggio 2011 la terza edizione del festival internazione della fiaba presso il Palazzo della Cultura del Comune di Campodimele
CAMPODIMELE: LA TERZA EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA FIABA
Si terrà venerdi 27 maggio 2011 alle 12 la terza edizione del festival internazione della fiaba presso il Palazzo della Cultura del Comune di Campodimele (Latina) in occasione del primo Seminario permanente europeo sulla fiaba "Lo cunto de li cunti" nell’ambito del progetto "Un Paese Incantato". E' un progetto di studio e divulgazione della tradizione della fiaba europea dell'Osservatorio permanente europeo della lettura dell'Università di Siena, dell’Associazione Agenzia Arcipelago onlus e del Comune di Campodimele. Le Letture del più noto testo della tradizione letteraria dell’Italia del Sud - Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile – si svolgono con cadenza annuale, in parallelo a campagne di lettura, seminari, corsi di formazione e master.
L’evento è rivolto al mondo dell’infanzia e a ricercatori, studiosi e studenti artisti e ricercatori, studenti universitari dei corsi di diploma, dei dottorati di ricerca, delle scuole o dei corsi di perfezionamento e specializzazione. L’antico centro di Campodimele mira a divenire un punto di riferimento per lo studio, la ricerca e la sperimentazione sul patrimonio delle fiabe, a promuovere nuovi studi sulla tradizione orale e scritta della fiaba, a favorire e diffondere opere originali in accordo con le case editrici interessate a questo tipo di produzione, a valorizzare la lettura del patrimonio europeo e mediterraneo. Per Michele Rak, ideatore e supervisore dell’iniziativa coordinata dallo psicologo Giuseppe Errico il Cunto è la prima raccolta di fiabe in Europa composta in una raffinata architettura della letteratura barocca, è un’opera che elabora il prototipo di un nuovo genere letterario e un modello narrativo di tipo generativo. Le sue persone e intrecci, opere e pratiche narrative, forme dell’intrattenimento e della rappresentazione attraversano poi tutta la Modernità e il Contemporaneo. Il Cunto è un testo multiplo che raccoglie ed assembla nelle sue storie materiali diversi: dalle fiabe di tradizione orale al mito, dal folklore ai racconti di viaggio, dalla letteratura classica (dalle Metamorfosi all’ Asino d’Oro) al teatro. Sul modello delle Lecturae Dantis, la cultura del Sud legge uno dei suoi capolavori. Nel 2011 La vecchia scorticata. L’evento introduce, partendo dalla connessione tra le scienze del testo e le scienze umane - tra queste la psicologia e l’antropologia , alle teorie e alle storie della tradizione delle fiabe. Il Seminario 2011 prevede la partecipazione di studiosi, ricercatori e artisti e mira a coinvolgere i destinatari - i lettori, gli ascoltatori, i creativi delle fiabe. Il grande universo delle letture possibili è il motore che modifica, più di qualsiasi altra componente, la velocità del mutamento culturale. In questo quadro la fiaba va collegata ai moti che interessano altre forme e sistemi della cultura del Centro-Sud d’Italia e del Mediterraneo.
Le fiabe sono un efficace strumento per promuovere la lettura e la produzione del racconto e delle storie di vita. La fiaba, il teatro, le arti figurative, organizzano nelle loro reciproche connessioni i modi della ricezione e costruiscono figure di attori/narratori e lettori/spettatori via via più esigenti e consapevoli, orientati a leggere un racconto da più punti di vista in misura sempre più creativa. Leggere e teatrare una fiaba significa impegnarsi attivamente su più sistemi espressivi. Nel racconto fiabesco è possibile ritrovare e attraversare codici linguistici, pittorici, cinematografici, musicali, teatrali, narrativi. Il video realizzato durante la manifestazione è destinato al mercato televisivo e alla circolazione negli istituti scolastici. Michele Rak (Università di Siena) è un teorico delle dinamiche delle culture e della funzione dei linguaggi d’arte nel mutamento sociale. È un critico letterario, tra gli studiosi un esperto del patrimonio culturale. Ha insegnato Sociologia della letteratura presso l’Università di Napoli (1965-1985), Letteratura italiana presso l’Università di Palermo (1985-1989). Ha tenuto la cattedra di Storia della critica e della storiografia letteraria dal 1989 presso l’Università di Siena e di Sociologia dell’arte e della letteratura (Facoltà di Lettere di Arezzo). Nel campo del patrimonio culturale italiano organizza seminari e realizza audiovisivi sulla comunicazione dei Beni culturali. Esperto di divulgazione ha progettato la fase iniziale dell'homevideo (1988-1989), ha coordinato il progetto sulla comunicazione radiotelevisiva RAI-Treccani.
Nel settore dell'analisi di mercato e della progettazione editoriale lavora sui trend, il marketing, gli scenari del mercato del libro e degli audiovisivi. Ha realizzato il Virtual Museum of Photography per l’Unione Europea. Nel 2000 ha fondato l’Osservatorio permanente europeo della lettura e la Scuola di dottorato di ricerca in Scienze del testo (Sezione Letteratura, cultura visuale e comunicazione. Specialista dei linguaggi iconici (ha fondato e dirige in Italia diversi archivi della fotografia), coordina presso l'Università di Siena il Laboratorio di Lettura e Scrittura e il Dottorato di ricerca Scienze del testo, sezione Letteratura e comunicazione. I linguaggi della letteratura e delle altre arti nella società mediale. Giuseppe Errico è nato a Napoli e svolge l’attività di psicologo, psicoterapeuta e ricercatore. A partire dal 1987 si occupa di teatro, fiabe e di tradizioni, di creatività applicata in ambito clinico e didattico. Ideatore, promotore e direttore di numerosi servizi sociali per l’infanzia e di progetti “speciali” a favore dell’inclusione sociale: Teatricontroesclusione, Nave dei folli, Pool Cinella Band, Teatri delle diversità. Ha pubblicato varie testi, tra cui, O munaciello. Storia e storie di uno spiritello napoletano (Pironti, 1996). Ha scritto testi scientifici, poetici e narrativi ed ha collaborato con registi, artisti, pittori, musicisti e attori. Attualmente opera nelle aree a rischio della Provincia di Napoli e Caserta a favore delle fasce deboli utilizzando antiche fiabe campane del Seicento sia in lingua italiana che in lingua napoletana.Scrive saggi, articoli e fiabe sociali e conduce, soprattutto, numerosi seminari, corsi e laboratori sperimentali sull’uso del racconto fiabesco e la creatività in contesti di esclusione integrando, a livello operativo, diverse forme d’arte (musica, teatro, pittura). Come narratore ama proporre racconti orali a bambini e ragazzi. Scopo delle recenti ricerche è il tentativo di un innovativo utilizzo delle fiabe in campo psicologico. Dal 2009 dirige il festival internazionale della fiaba Un paese incantato promosso dal Comune di Campodimele da lui stesso ideato in collaborazione con artisti e studiosi a livello internazionale (Jack Zipes, Michele Rak, Bruno Leone, Dieter Richter). Bruno Leone ha appreso nel 1978 l'arte delle guarattelle da Nunzio Zampella, ultimo maestro guarattellaro napoletano evitando in tal modo la scomparsa di una tradizione che risaliva a girovaghi e saltimbanchi medievali. L'arte delle guarattelle deve la sua vitalità alla capacità dei burattinai di coniugare memoria e attualità in un rapporto molto attento col pubblico. Leone, che ha ripreso canovacci e stili di quest'arte, ha contribuito con efficacia alla ripresa di un genere teatrale tanto importante per la storia della cultura napoletana ed europea. In venti anni il Pulcinella di Bruno Leone non ha conosciuto soste, lavorando in tanti progetti a Napoli e in Europa e producendosi in lunghe tournée in tutto il mondo (Brasile, India, Paesi Bassi, Russia, Argentina, Palestina, ecc.). In uno di questi suoi viaggi, nel 1988 a Mosca, chiamato a fare spettacolo e a tenere una serie di incontri sulla maschera di Pulcinella, spinge il burattinaio russo Andrei Chavel a riprendere gli spettacoli di Petruska. La maschera in questa nazione era scomparsa avversata innanzitutto dal regime sovietico poi disconosciuta dal padre dei burattinai sovietici, il grande maestro Sergej Obrazov.
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