Gioveanxur.it - Terracina e la provincia di Latina

Latina: fino al 1 giugno 2012 la manifestazione Le Forme del Suono scrittura, interazione, improvvisazione

Con il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lazio, Provincia di Latina, Comune di Latina, Camera di Commercio di Latina, Istituto Svizzero, Fondazione Roffredo Caetani. In collaborazione con: Università delle Arti di Zurigo, Accademia di Musica di Danzica, Accademia di Musica di Cracovia, Accademia Reinier III di Montecarlo, Federazione Cemat, Brecce per l’arte contemporanea, Enel, Centopercento periferia, Musichrome.


Il Festival LE FORME DEL SUONO, appuntamento con la musica del Novecento, la musica contemporanea e la ricerca musicale, torna a Latina con la sua terza edizione martedì 22 maggio. Organizzato dal Conservatorio di Musica “Ottorino Respighi” - in collaborazione con la Fondazione Caetani e importanti istituzioni musicali straniere come l’Università di Zurigo e il suo ICST (Institute for Computer Music and Sound Technologies), l’Accademia di musica di Danzica, l’Accademia di musica di Cracovia, l’Accademia Reinier III di Montecarlo - il Festival nello spazio di due settimane riempirà con circa cinquanta appuntamenti - tra incontri, seminari, concerti, masterclass, esposizioni, installazioni - la città di musica.

Molti i fili conduttori di questa trama sonora, ortogonali tra loro come in ogni trama: l’omaggio a John Cage nel centenario della nascita (22, 25, 28 maggio) e la riscoperta di un musicista ingiustamente dimenticato del Novecento, Roffredo Caetani; i panorami acustici di Varése e le meta-partiture di Domenico Guaccero (23 maggio); le architetture sonore di Franco Donatoni (25 maggio) e la musica d’uso di Nino Rota (22 e 24 maggio); il teatro di Stravinskij (24 maggio) e il neoclassicismo di Goffredo Petrassi (22 maggio). E ancora le masterclass (25, 26, 29, 30) e le esibizioni dei ragazzi, l’improvvisazione elettroacustica (30 maggio) e la difficile arte dell’interpretazione del testo contemporaneo (30 maggio); la musica finita di scrivere pochi giorni addietro e quella consegnata alla storia cento anni fa; artisti affermati e studenti con tutte le carte in regola per affermarsi; la tradizione e la sperimentazione di punta.

Un unico comun denominatore, la ricerca, in tutte le sue declinazioni: artistica, storica e tecnologica. È questo, del resto, il compito che oggi è affidato al Conservatorio: laureare professionisti in grado di affrontare qualunque settore dell’espressione musicale.

Da segnalare la riproposizione al pubblico - a cinquant’anni dalla morte e dall’ultimo concerto di sue composizioni - della figura e dell’opera di Roffredo Caetani (1871 - 1961), musicista del Novecento storico nato a Roma. Il 26 maggio, alle ore 17.00, avrà luogo un incontro nel corso del quale studiosi e musicologi illustreranno la figura e l’opera di Roffredo Caetani. Nello stesso pomeriggio, i docenti e gli allievi del Conservatorio terranno un concerto monografico con l’esecuzione di alcune sue musiche. Nell’occasione, con una breve cerimonia, sarà a lui intitolato l’Auditorium del Conservatorio di Latina.

Altra presenza importante sono le scatole d'arte di 100% periferia con il progetto QuadratoNomade già presentato con grande successo al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Si tratta di semplici scatole quadrate non molto grandi affidate alla libera fantasia di diversi artisti (alcuni dei quali molto conosciuti) che sono stati chiamati a declinare il loro lavoro in modo da rientrare tra i confini del piccolo contenitore. Per il Festival sarà offerta al pubblico una selezione delle opere che hanno una connessione diretta con il suono.

Molte le novità assolute presentate nella sezione di musica elettronica. Il 23 maggio appuntamento con IMac contro Android, prima esibizione mondiale di telefonini in concerto, la dimostrazione che il software quotidiano è ormai tanto sofisticato da essere in grado - in mani esperte e creative - di esibirsi su un palcoscenico.

Nella mostra d’installazioni acustiche aperta per tutta la durata del Festival nella sede staccata del Conservatorio (via Ezio 26) esempi straordinari di musica che scaturisce dalla biologia o dallo spazio fisico tridimensionale.

Qui Carlo Caloro presenta Apaf1- Bcl-2L (con la collaborazione della danzatrice Caterina Genta), di Simone Pappalardo per i sistemi sonori, e dell'artista tedesca Britta Lenk. In quest’opera l'autore ha mappato due suoi geni, appunto l'Apaf1 e il Bcl-2L e dalla mappatura ha ricavato la partitura musicale. L´Apaf1 e il Bcl-2L sono due geni che, come registi molecolari, dirigono lo sviluppo della parte interna dell'orecchio e lo fanno controllando il processo di morte cellulare programmata, il cosiddetto suicidio delle cellule chiamato apoptosi. La morte cellulare programmata è un fenomeno naturale che permette all'organismo di eliminare selettivamente le cellule danneggiate e quelle che non servono. Se questi due geni mutano, causano gravi malformazioni congenite dell'orecchio interno. Tali malformazioni non comportano patologie fatali, ma sono fortemente invalidanti poiché sono caratterizzate da ricorrenti vertigini che spesso possono essere causa, tra l'altro, di gravi incidenti e cadute. Le sequenze di caratteri dei due geni determineranno la musica, il movimento e l´inclinazione della macchina. Il progetto Apaf1_Bcl-2L realizzato appositamente per gli spazi del Conservatorio di Latina si compone di una scultura sonora cinetica, di una installazione e di una performance .Gli artisti sviluppano individualmente un lavoro condividendo lo stesso tema delle vertigini (quelle causate appunto dall'eventuale malfunzionamento dei geni)affrontato dal punto di vista della sperimentazione artistica integrando linguaggi e media dissimili e ricerca scientifica collaborando per le loro creazioni con ricercatori ed esperti nel campo della genetica.

Dario Sanfilippo nella sua opera usa il feedback, quel fischio fastidioso che si crea quando si avvicina un microfono a una cassa, qui esplorato per generare suoni inauditi e per nulla fastidiosi. Il feedback può essere indagato e sfruttato per creare timbri difficilmente prevedibili che sembrano cambiare con modalità intelligenti e che sono in realtà il frutto dell'interazione fra il suono e l'ambiente in cui è questo si crea ed è emesso

Simone Pappalardo, invece, userà una scultura dell'artista Alberto Timossi per generare musica. Timossi usa la forma tubolare per raccontare lo spazio, generalmente le sue sculture sono tubi rossi, segni che mettono idealmente in rapporto ambienti diversi. In questo caso il rapporto è fra l'esterno del Conservatorio e il suo interno. Le possibilità acustiche di queste sculture sono esplorate attraverso un sistema di elettromagneti. Con un sensore in mano lo spettatore può avvicinandosi all'opera e metterla in risonanza in diversi punti per sentirne i diversi timbri e mettere in relazione diretta la forma, lo spazio, il suono e il ritmo. E' uno studio sulle possibilità acustiche di una scultura e al tempo stesso sulle possibilità dei campi elettromagnetici di essere tradotti in suoni. La scultura diventa uno strumento musicale a tutti gli effetti.

Tutte le installazioni e le performance del Festival sono realizzate dagli studenti del Conservatorio, cattedra di Musica Elettronica. È la dimostrazione che, volendo, in campo artistico in Italia esistono ancora Istituti d'eccellenza, che fanno ricerca (anche tecnologica) ad altissimo livello.

Non a caso, nello stesso Festival, parteciperà anche l'Università di Zurigo con il suo ICST (Institute for Computer Music and Sound Technology). Quel che presenteranno è il corrispettivo audio del 3d cinematografico (Avatar per le orecchie, in breve). Attraverso una tecnologia nota con il nome di ambisonic, è possibile ricreare ambienti sonori tridimensionali, facendo esperienza al chiuso di suoni che provengono da ogni direzione, altezza compresa. Nell'ascolto normale di un concerto di solito noi siamo abituati a percepire il suono frontalmente; l'informazione audio stereofonica al massimo può muoversi da destra a sinistra (stereofonia). Con l'ambisonic il suono non solo ci può circondare completamente, e lo sentiamo provenire anche da dietro la nostra nuca, ma ci riporta anche l'informazione dell'altezza. Possiamo così simulare un oggetto sonoro che sorvola le nostre teste e che poi, ad esempio, cade al suolo. Le possibilità sono infinite e per lo più inaudite.

Tutte le manifestazioni artistiche organizzate dal Conservatorio sono ad ingresso libero. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web del Respighi (all’indirizzo: www.conservatorio.latina.it).

    Inserisci il tuo commento...








    Banner-top-468x60-des-bpfondi

    Banner-top-155x110-sin-villa

    Banner-top-155x110-des

    Banner-top-468x60-sin-bp

    Banner-155x150-right-up

    Banner-155x150-right-under

    Banner-155x150-sin

    Loading ...